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4 e 5 GIUGNO

TEATRO FUSCO
via Ciro Giovinazzi 49 – TARANTO, TA

Ingresso gratuito

DESCRIZIONE

MEDIMEX MOVIES

Woodstock non segnò soltanto un’epoca per la sua colonna sonora straordinaria. Woodstock, per la potenza iconica dei suoi artisti e per la clamorosa e imprevedibile affluenza di pubblico che raggiunse la spianata di Bethel per l’evento, diventò un’occasione irripetibile per raccontare un’intera generazione: un popolo che in quei tre giorni di pace, amore e musica trasformò quel luogo in un’utopia irripetibile.
Woodstock diventò la prima grande occasione per raccontare il rock e la sua gente con il linguaggio del cinema: una narrazione per immagini e suoni che fu la fonte di ispirazione per un nuovo modo di portare la musica sul grande schermo e diventò il punto di partenza per un vero e proprio genere, il rockumentary.
La rassegna cinematografica del Medimex 2019 celebra il cinquantennale dell’happening che ha fatto la storia del rock e, contemporaneamente, in un virtuale “split screen” racconta la storia delle due edizioni successive attraverso immagini cinematografiche di grandi registi che hanno reso immortale quel nome e quel luogo e che ancora oggi sono un’imprescindibile pietra di paragone.

Corrado Minervini, scrittore e critico musicale, ripercorre la storia del festival più importante della storia del rock attraverso le immagini di grandi registi e le parole dei protagonisti delle tre edizioni.

4 GIUGNO

Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica
(Michael Wadleigh, 1970)

Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica

20:00-23:00

Il film diretto da Michael Wadleigh con l’assistenza di Martin Scorsese e Thelma Schoonmaker è considerato l’archetipo del rockumentary. Premiato con l’Oscar come miglior documentario e nominato per il miglior sonoro, il film fu proiettato fuori concorso al 23º Festival di Cannes.

Il film, che adotta la tecnica dello split screen è il racconto, non strettamente cronologico, del festival e alterna immagini del palco e del backstage a riprese del pubblico, interviste a organizzatori e artisti, riprese che costituiscono, a tutt’oggi, un esempio di cronaca audiovisiva a suon di rock.
Nel film è possibile rivivere l’atmosfera dell’evento attraverso i volti, le voci e i suoni di performance memorabili, dall’apertura di Richie Havens al finale devastante di Hendrix, dall’urlo di Joe Cocker alla preghiera laica di Joan Baez.
Nel 1996, Woodstock fu scelto per essere conservato nella National Film Registry della Biblioteca del Congresso per il suo valore culturale, storico ed estetico.
La versione del documentario proposta al Medimex è il più recente Director’s Cut: un’edizione rivista e approvata dal regista, grazie all’abile ricostruzione delle immagini e al ripristino dei suoni digitalmente rimasterizzati con 40 minuti di metraggio inedito aggiunti al film dal regista Michael Wadleigh.

5 GIUGNO

My Generation – Woodstock 1969, 1994, 1999
(Barbara Kople, 2000)

My Generation – Woodstock 1969, 1994, 1999

19:00-20:30

A Woodstock, nel 1969, si svolse un concerto rock che per quantità di partecipazione, impatto sociale e qualità di esibizioni musicali divenne IL festival per antonomasia.
Il tentativo di riaccendere il sacro fuoco del rock (e di trarre dalle nuove generazioni linfa vitale per un nuovo business) diede vita a due successive edizioni, nel 1994 – anno segnato dalla scomparsa di Kurt Cobain, la più grande icona della sua generazione – e nel 1999, alle soglie del nuovo millennio e alla vigilia di una rivoluzione che, da lì a breve, avrebbe visto prevalere i formati digitali rispetto ai supporti fisici.
Testimonianze ora divertenti ora provocatorie si succedono su temi quale Pace, Amore e Merchandising, soffermandosi su aspetti meno romantici ma fondamentali per comprendere il funzionamento di una macchina organizzativa complessa e delicata.
Il film, ispirato al titolo del leggendario brano degli Who portato sul palco nella prima edizione, racconta trenta anni di storia attraverso generazioni di giovani a confronto, ma anche i ricordi di ‘quelli’ del ’69 e le riflessioni, tra disincanto e idealismo, di chi ha attraversato l’era di Woodstock uscendone vivo per miracolo.
My Generation racconta la trasformazione degli artisti, del suono e del pubblico, diventa cronaca della fine della grande illusione con le immagini crude delle performance e nella reazione del pubblico nell’edizione del 1999 che degenerò in incendi, saccheggi e violenze, accompagnati non casualmente dalla musica e dalle parole di band come Limp Bizkit e Rage Against The Machine.
Un film quasi introvabile in Italia che torna in sala solo per una notte.

Woodstock – Three days that defined a generation
(Barak Goodman, 2019)

Woodstock – Three days that defined a generation

21:00-23:00 – A n t e p r i m a i t a l i a n a

Durante uno dei periodi più turbolenti della storia moderna, milioni di persone, soprattutto giovani e occidentali, erano alla ricerca di risposte, e alcune di quelle risposte erano nella musica politicamente consapevole che stavano ascoltando. Il rock era una forma di evasione dalle questioni riguardanti le politiche repressive, i diritti civili, la liberazione sessuale e la guerra del Vietnam ma anche uno strumento di aggregazione e condivisione di valori e passioni.
Nell’estate del 1969, circa 400.000 di essi si riunirono in una fattoria a Bethel, nello stato di New York, per tre giorni di pace e musica.
Presentato al Tribeca Film Festival lo scorso 28 aprile e attualmente in proiezione nelle sale cinematografiche degli USA, questo film – documentario, inedito in Europa, è il più recente film dedicato al festival. Il regista, pluripremiato documentarista americano (“Scottsboro: an american tragedy”, “American experience”) racconta la grande illusione di una generazione svezzata ai valori del peace and love attraverso immagini inedite, rimaste per mezzo secolo negli archivi Warner Bros.
La rivisitazione elettrica di Barak Goodman del festival musicale di tre giorni cattura lo spirito del tempo. Strutturato fedelmente attorno alle testimonianze audio dei partecipanti, il film non si concentra solo sull’aspetto organizzativo del festival, ma cattura le sensazioni dei presenti in quel momento storico irripetibile. Le incredibili esibizioni messe in luce nel film, da Jimi Hendrix a Joan Baez fino a Crosby, Stills e Nash, fanno da sfondo a quella che è fondamentalmente la storia di quel pubblico.
Il film riporta gli spettatori a un tempo e un luogo racchiusi in una capsula temporale, ma racconta anche l’immediatezza che l’amore, la musica e l’esperienza condivisa possono suscitare.

Ingresso gratuito

Per informazioni
info@medimex.it — 0039-080 5243000