Autrice Laura Rizzo. Editore GM Press. Modera Corrado Minervini
Giugno, 1960. Un ventiseienne Gino Paoli, non ancora iscritto alla Siae, propone alle edizioni Ricordi una canzone priva di inciso, costruita intorno al momento più alto di un atto d’amore e ambientata in un bordello di Genova. Già rifiutato da Alfredo Rossi delle edizioni musicali Ariston, che aveva invitato Paoli a cambiare mestiere, Il cielo in una stanza arriva tra le braccia di Mina. Lei incide il brano e lo porta in vetta alle classifiche per ventisette settimane di seguito. Gino Paoli registrerà la sua versione dopo pochi mesi. Il volume dedicato a Il cielo in una stanza svela tanti aneddoti legati alla genesi del brano – l’intestazione Mogol-Toang, i rifiuti, la prima incisione di Mina, le vicende personali di Paoli e della stessa interprete, la nascita della canzone d’autore in casa Ricordi a Milano – e ribadisce con forza la posizione rivoluzionaria della canzone.


