Il futuro del live. Oltre le mappe: quello che i dati non dicono

Parte 2

A cura di Assomusica e KeepOn Live. Con Cesare Liaci (CoolClub), Michele Riondino (Cinzella), Carlo Parodi (Assomusica), Barbara Visentin (Corriere della Sera). Modera Davide Fabbri

Parte di un’unica riflessione, le due round table osservano il comparto della musica dal vivo lungo un asse verticale che va dal livello normativo e istituzionale (prima parte) fino alla dimensione concreta della programmazione, della curatela e della fruizione (seconda parte).

La recente mappatura nazionale degli spazi di musica dal vivo avviata da KeepOn Live, Assomusica e ARCI rappresenta un passaggio fondamentale per restituire una fotografia quantitativa della diffusione, della distribuzione e della consistenza dei luoghi che oggi compongono la geografia del live in Italia. Ma ogni mappa, per sua natura, restituisce coordinate, non contenuti; misura presenze, non sempre significati.
A partire da questo patrimonio di dati, il panel intende spostare l’attenzione su una domanda ulteriore e decisiva: che cosa circola realmente dentro questi spazi? Quale musica viene oggi suonata dagli artisti, promossa dai promoter, selezionata dai booking e acquistata — se così si può ancora dire — dalle direzioni artistiche di festival, club e venue italiane? E soprattutto: attraverso quali logiche questa musica si muove, si afferma, viene sostenuta oppure esclusa?

L’incontro vuole quindi interrogare il lato qualitativo della mappa, andando a indagare non soltanto i generi, i linguaggi e le tendenze che caratterizzano l’attuale proposta live nazionale, ma anche le condizioni economiche, culturali e sociologiche che ne determinano la circolazione. Quale rapporto esiste oggi tra scelta artistica e sostenibilità? Quanto spazio rimane per il rischio curatoriale? In che modo il pubblico, i modelli di fruizione e i nuovi meccanismi di attenzione stanno ridefinendo ciò che viene programmato? Leggere ciò che i dati non dicono significa in questo senso provare a comprendere cosa la musica che attraversa oggi i nostri spazi racconti di chi la produce e di chi la ascolta: quali bisogni espressivi intercetta, quali forme di comunità costruisce, quali immaginari conferma o mette in discussione.

La domanda conclusiva, inevitabilmente, riguarda allora la natura stessa dei luoghi: che caratteristiche deve avere oggi uno spazio di musica dal vivo per essere culturalmente significativo, attrattivo e capace di incidere nel proprio territorio? E, alla luce delle trasformazioni emerse, quali strumenti, competenze e condizioni risultano necessari per restare qualitativamente al passo con una scena in costante mutamento?

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